24 ottobre 2017 | by La Redazione Abruzzo IDV
Metanodotto Snam, Idv: La Provincia ed i Comuni ribadiscano il NO

Il giorno 26 ottobre è convocato l’incontro decisivo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri fra Ministeri, Regioni ed Enti locali coinvolti per definire l’iter autorizzativo per la costruzione del tratto di Metanodotto che va da Sulmona a Foligno.Anni di battaglie e di proteste, promosse dai Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona e sostenute da […]

Il giorno 26 ottobre è convocato l’incontro decisivo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri fra Ministeri, Regioni ed Enti locali coinvolti per definire l’iter autorizzativo per la costruzione del tratto di Metanodotto che va da Sulmona a Foligno.Anni di battaglie e di proteste, promosse dai Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona e sostenute da tantissimi Comuni, rischiano di essere vanificate da una decisione inaccettabile per i territori sul piano della sicurezza, della salute e della tutela ambientale.Basti ricordare che il tracciato del metanodotto si sviluppa lungo tutta la dorsale appenninica altamente sismica, tuttora fortemente attiva con i recenti terremoti del Centro Italia, che hanno dimostrato la pericolosità e la vulnerabilità di un territorio, che non può ancora essere sottoposto ad interventi stressanti e massicci.Si aggiunga che lo stesso tracciato del metanodotto andrebbe a deturpare il paesaggio e l’ambiente naturale di un territorio ricompreso in buona parte nel sistema dei Parchi nazionali abruzzesi, arrecando un grave pregiudizio  alle  potenzialità turistiche ed un danno economico alle comunità locali.La tanto decantata Regione verde d’Europa verrebbe calpestata nei suoi valori più importanti, cancellando così tutte le politiche ambientali e tutte le linee di sviluppo economico dell’ultimo ventennio.Vincerebbero, come spesso accade in questo Paese, l’interesse affaristico e gli appetiti delle Lobby del gas,a danno dei cittadini residenti, che con grandi sacrifici continuano a presidiare territori sempre più deboli sul piano economico e sul piano demografico.C’è bisogno di un sussulto di orgoglio e di un atto di responsabilità della politica tutta per bloccare un’opera dannosa e pericolosa, di cui l’Abruzzo e l’Italia non hanno bisogno.Invito, pertanto, tutte le Istituzioni, a partire dalla Regione, a fare fronte comune al tavolo ministeriale contro la realizzazione di un’opera che serve a pochi e danneggia tutta la comunità regionale.Da parte mia, in qualità di Consigliere, da subito tornerò a sollecitare il Comune dell’Aquila e l’Amministrazione provinciale perché sia ribadito un NO secco e convinto alla realizzazione.

 

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